Generazione elettrica da biogas

La maggiore convenienza dell'utilizzo della generazione elettrica da biogas si ottiene in applicazioni cogenerative con potenza fino a 200 kWe presso aziende agricole con almeno 500 capi di bestiame, da cui ottenere almeno il 65% della biomassa (reflui zootecnici) da conferire al digestore e a cui abbinare la biomassa vegetale ottenuta dalla coltivazione dedicata a mais/sorgo/triticale di circa 20-30 ha.

Investimento

Gli impianti con potenza di circa 1 MWe in regime di tariffa fissa onnicomprensiva costituiscono investimenti molto interessanti, a patto che l’impianto venga dimensionato sulla reale capacità di approvvigionamento della biomassa per l’arco temporale di 15 anni.

I migliori risultati si ottengono quando i terreni da coltivare sono limitrofi all’impianto (all’interno del raggio di 50 Km) e la biomassa conferita da coltura dedicata non supera il 70% del totale. La parte restante di biomassa (circa 30%) è bene che sia reperita da sottoprodotti, lavorazione agro/industriale di origine vegetale e/o animale in aree limitrofe all’impianto.

Sostenibilità

Per alimentare un impianto a biogas da 1MWe esclusivamente con biomassa vegetale da coltura dedicata, in modo tale che il cogeneratore funzioni per circa 8.000 ore all’anno, sono necessarie circa 16.000 Ton. Se si coltiva insilato di mais sono necessari circa 300ha da coltivare stagionalmente per un periodo di 3-5 anni (a seconda delle caratteristiche pedologiche del terreno) e la rotazione della coltivazione su terreni limitrofi.

Spesso per ridurre le estensione da coltivare si adotta la tecnica della doppia coltura (ove le caratteristiche dei terreni rendano possibile tale tecnica), ad es. mais e triticale o sorgo e triticale, abbinata ad un approvvigionamento di sotto prodotti di origine animale/vegetale/organico (circa 20/30 %). E’ comunque necessario prevedere almeno il 51% di conferimento della biomassa da colture dedicate per avere il regime fiscale di reddito agrario (quindi circa 160 ha da disporre in proprietà o affitto quindicennale).

Incentivazione prevista

Fino ad 1 MWe si può optare tra due tipi di incentivazione:

1) Tutta l’energia elettrica prodotta (al netto degli autoconsumi) viene immessa in rete ed incentivata per 15 anni con una Tariffa Fissa Onnicomprensiva (T.F.O.) pari a 0,28 €/kWhe nel caso di utilizzo di biomassa (necessaria a produrre biogas da immettere nel cogeneratore nel caso di processo di digestione anaerobica oppure ad essere combusta nel caso di produzione di vapore da immettere in turbina con ciclo combinato) da biomassa di origine vegetale (coltura dedicata) e/o animale o da sottoprodotti di origine animale/vegetale/frazione organica di rifiuti solidi urbani. E’ riconosciuto un incentivo quindicennale di 0,18 €/kWhe immesso in rete nel caso di utilizzo di biogas da discarica;

2) Autoconsumo e/o vendita dell’energia elettrica prodotta alla rete secondo le tariffe definite da A.U. più il riconoscimento per 15 anni di CV il cui valore di mercato è di volta in volta riconosciuto dal G.M.E. e che viene moltiplicato per un fattore correttivo di 1,8 nel caso di biomasse da filiera corta, per 1,3 nel caso di rifiuti biodegradabili o da biomasse non ottenute da intese di filiera e per 0,8 nel caso di utilizzo di biogas da discarica o da processi diversi da quelli dei punti precedenti. Al disotto della potenza di 200 kWe è prevista la possibilità dello Scambio sul Posto. Per potenze superiori ad 1 MWe non si può optare per la tariffa fissa onnicomprensiva ma solo per autoconsumo e/o vendita alla rete più ottenimento dei CV.

Normativa di riferimento

Legge 23 07 2009 n.99; Decreto 10 Settembre 2010, Legge 387/03; D.lgs. 152/06; Circolare M.I.PA.FF. N.766 Marzo 2010; Protocollo AGEA n.473; D.lgs F.E.R. 03 Marzo 2011; Delibera A.E.E.G. 74/08

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