Le rinnovabili occasione di sviluppo per il paese
Si è svolto poco tempo fa a Napoli un convegno sul tema ''L'opportunita' delle energie rinnovabili nello sviluppo del Mezzogiorno''. Tra i relatori il Direttore Generale del Banco di Napoli, Giuseppe Castagna, il Direttore Generale di SRM-Studi e Ricerche Mezzogiorno, Massimo Deandreis, e il Direttore Generale di Mediocredito Italiano, Carlo Stocchetti.
Dall'incontro e' emerso che ad esempio nel settore fotovoltaico ogni megawatt di potenza installata genera 5 nuovi posti di lavoro; conseguentemente per 1.000€ di incentivo concesso dal pubblico vengono attivati 2.470€ di investimento complessivo. Secondo Castagna ''lo studio di Srm evidenzia, nel settore Energie Rinnovabili, una struttura imprenditoriale composta da aziende magari di piccole dimensioni ma con una grande dinamicità: sono aziende che investono e che creano occupazione''.
I numeri dell’occupazione in Convert Italia confermano il trend di cui si parla. – riferisce Luca Zacchi, dell’Ufficio Comunicazione – Siamo passati dai 39 dipendenti di fine 2010, agli attuali 57 e prevediamo di chiudere il 2011 con un ulteriore piccolo incremento di personale. I nostri piani di sviluppo, se il mercato continuerà (e ne siamo ragionevolmente certi) ad apprezzare e valorizzare la nostra qualità e le nostre competenze, prevedono di raddoppiare il numero dei dipendenti attuali a fine 2013.
Non si tratta solo di fotovoltaico, ma di biogas, cogenerazione e soprattutto di soluzioni e tecnologie per l’efficienza energetica. – prosegue Zacchi - Proprio ieri, 10 ottobre 2011, è comparso sul giornale La Repubblica un articolo firmato da Livio De Santoli, responsabile Energia all’Università La Sapienza di Roma, che rileva come proprio la strada virtuosa dell’efficienza energetica liberi risorse economiche importanti, e rappresenti, lo affermano tanto gli analisti del settore quanto Confindustria, una potenziale opzione per la finanza pubblica.
Uno studio di Jeremy Rifkin riferito alla città di Roma prevede, a fronte di un investimento ventennale di 10 miliardi di euro (lo 0,3 % del PIL romano), risparmi per 16 miliardi di euro, e la disponibilità di ulteriori 230 milioni di euro/anno per gli investimenti. Le fonti energetiche "low carbon", le reti intelligenti, l'edilizia sostenibile, l'elettrificazione dei trasporti e l’idrogeno sono obiettivi comunitari anche dopo il 2020 e richiederanno nei prossimi 40 anni investimenti per circa 270 miliardi di euro.
Certo, occorrerà vedere, specie a medio-lungo termine se questo processo di creazione di nuovi posti di lavoro sarà assistito ed in che misura favorito dai singoli Stati membri dell’Unione Europea, in particolare dal nostro, con politiche che favoriscano lo sviluppo di nuove tecnologie mediante interventi mirati di incentivazione e nuove strategie formative.
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